Secondo il Governo nipponico, nel secondo trimestre del 2011 il PIL del Giappone è diminuito dello 0,3% reale (-1,4% nominale) sul periodo precedente, facendo registrare la terza variazione consecutiva di segno negativo che però si è rivelata migliore rispetto alle attese degli analisti. La contrazione è stata determinata dal declino dei consumi privati e dalla brusca diminuzione delle esportazioni di automobili e circuiti integrati, conseguente alle interruzioni dei canali di approvvigionamento della produzione industriale, causate dal grande disastro sismico.

La domanda estera ha avuto un apporto del -0,8% alla variazione del PIL, poiché le esportazioni di beni e servizi sono calate del 4,9% mentre le importazioni sono aumentate di appena lo 0,1%.

L’apporto della domanda interna è stato invece positivo (0,4%). I consumi privati (che rappresentano quasi il 60% del PIL) sono diminuiti dello 0,1% a causa dell’automoderazione consumistica ingenerata dagli effetti psicologici del grande terremoto, che in primo luogo ha giocato a sfavore delle vendite automobilistiche. Gli investimenti delle imprese sono aumentati dello 0,2%, mentre quelli residenziali hanno perso l’1,9%. Dal lato della domanda pubblica (+0,9%), gli investimenti e la spesa sono aumentati rispettivamente del 3% e dello 0,5%.

Infine, il deflatore del PIL è diminuito del 2,2% rispetto allo stesso periodo del 2010, e quello della domanda interna si è ridotto dello 0,9%.

Sia nel primo sia nel secondo trimestre del 2011, il Gabinetto di Governo ha modificato parzialmente i metodi di stima dei consumi privati e degli investimenti delle imprese, per far riflettere le ripercussioni del grande terremoto.