Il Ministero dell’Agricoltura giapponese inizierà a favorire la produzione elettrica da biomasse legnose, utilizzando il carburante ricavato dalle macerie del grande terremoto-tsunami dell’11 marzo scorso. L’intento è quello duplice dello smaltimento dei rottami e della promozione di energia rinnovabile. Il piano prevede la costruzione di cinque centrali elettriche nell’area disastrata e i fondi necessari saranno probabilmente contemplati dal prossimo bilancio suppletivo statale.

 

E’ al vaglio di realizzare centrali con una potenza di 10.000 kW, dotate di un sistema efficiente di cogenerazione per riscaldare acqua da fornire alle abitazioni. Il costo di costruzione di una centrale, compresi gli impianti connessi, è stimato in 4 miliardi di yen (ca. 34,5 milioni di euro), la cui metà sarà elargita ad imprese private come sovvenzione.

Le macerie hanno un volume enorme, persino se confrontate con quelle del precedente grande terremoto di Kobe, e posseggono la particolarità è di essere costituite principalmente di materiali legnosi. Secondo le stime del Ministero dell’Ambiente, le rovine ammonterebbero a 25 milioni di tonnellate, il cui 70% sarebbe rappresentato da detriti legnosi. Si pensa anche che la quantità di sale marino intriso sia bassa e che ci siano molte travi la cui forma si presta bene alla produzione elettrica. Il Ministero dell’Agricoltura stima che se se ne possano utilizzare circa 5 milioni di tonnellate per una generazione elettrica di alcuni anni.