Secondo quanto è stato accertato il 28 marzo dal Ministero degli Esteri nipponico, fra le ambasciate a Tokyo che avevano chiuso temporaneamente a seguito del grande terremoto del Tohoku, quelle di almeno 12 paesi hanno ripreso le attività lo scorso fine settimana. Lo stesso ministero ha affermato che la ragione sia riscontrabile nel fatto che è migliorato l’ambiente di lavoro per i dipendenti, nonostante non cambi la situazione di pericolo nella prima centrale nucleare di Fukushima. Al momento erano ancora chiuse le ambasciate di 16 paesi.

Poiché gli spostamenti e il lavoro dei dipendenti erano divenuti difficili a causa delle interruzioni elettriche programmate e della scarsità di carburante, conseguenti al terremoto, dal 14 marzo scorso si erano susseguite le chiusure delle varie cancellerie.