Dai punti vendita dei principali supermercati colpiti dal grande sisma del Tohoku, stanno giungendo chiari segnali di ripristino dell’attività commerciale. Aeon (maggiore gruppo della distribuzione al dettaglio) l’ha riattivata all’80%, mentre Ito Yokado (secondo gruppo) ha riaperto completamente 7 dei 10 esercizi. L’approvvigionamento di prodotti e la logistica sono ancora insufficienti, ma si riesce comunque a soddisfare la domanda dei beni essenziali.

Il 30 marzo scorso è stato reso noto che, considerato l’incidente della prima centrale nucleare di Fukushima, il Ministero dell’Economia giapponese ha ordinato a tutte le centrali del Giappone di adottare entro metà aprile delle urgenti misure di sicurezza, fra cui le seguenti: 1) assicurare la fornitura di energia elettrica alternativa in caso di emergenza; 2) dotarsi di autopompe per fornire acqua di raffreddamento. Il Ministero sta già monitorando lo stato di avanzamento dell’attuazione entro il termine imposto. Chubu Electric Power (gestore delle centrali nella regione Chubu in Giappone) ha quindi reso noto che rinvierà a maggio la ripresa del funzionamento della centrale di Hamaoka (prov. Shizuoka), inizialmente previsto per i primi di aprile.

Dall’11 marzo, data del terremoto, le azioni di Tokyo Electric Power Co. (TEPCO, gestore della centrale nucleare di Fukushima) hanno continuato a deprezzarsi rapidamente, chiudendo il 29 marzo a 566yen (-70%) che è il valore più basso degli ultimi 47 anni, diminuito di ben il 18,7% rispetto al giorno precedente. Questa ulteriore sensibile perdita è da attribuirsi ai timori scaturiti principalmente dalla notizia che la società elettrica sta incontrando difficoltà a rimuovere l’acqua contaminata dai reattori della centrale nucleare di Fukushima. Gli investitori sono stati spinti a vendere le azioni di TEPCO anche dall’insicurezza riguardo il futuro della società, poiché si parla di una possibile nazionalizzazione e sono previste numerose richieste di risarcimento dei danni conseguenti alle perdite radioattive.

Il 29 marzo è stato approvato il bilancio di previsione per l'anno finanziario 2011 che prevede uscite per un totale di circa 92,4 mila miliardi di yen, la cifra più elevata del passato.

Lo stesso giorno, il primo ministro Naoto Kan ha annunciato alla Commissione di bilancio di voler formulare ad aprile la proposta di un primo bilancio suppletivo di 2 mila miliardi di yen, che contemplerà le prime misure per la ricostruzione nelle zone colpite dal disastro sismico del Tohoku. Le uscite saranno finanziate principalmente utilizzando 1,16 mila miliardi dei fondi di riserva del bilancio iniziale 2011. Sono inoltre previsti un secondo (dopo giugno) e un terzo budget per la ricostruzione che porterebbero il totale a oltre 10 mila miliardi.

Secondo le stime del Governo, il terremoto avrebbe causato danni a strade e abitazioni per un ammontare compreso fra 16 e 25 mila miliardi di yen.

In virtù del veloce avanzamento dei lavori di ripristino delle linee di superficie, marine e aeree, colpite dal grande terremoto del Tohoku, la rete logistica è già stata riattivata per circa il 90%.